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Continua il viaggio, la ricerca dell’uomo, e dell’individuo. E continua la Stultifera Navis, che passa in lontananza. I temi del disco s’incontrano, si rincorrono; questa canzone immediatamente, volutamente riconducibile alla poetica di Paolo Conte, si può ricollegare ad altre come “Freak Ship” o “Vago Svanendo”. Il testo, piuttosto ironico, è ispirato anche ad una folle avventura che ho vissuto in prima persona, quando ho partecipato con alcuni illustri colleghi ad una edizione della Barcolana di Trieste.