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Il Maniscalco Maldestro ..."Una marionetta fuggita in un dì di dicembre dalle tozze dita di un umile mangiafuoco. Il burattino intriso di malefiche e bramose allegrie inciampò sula penna di un giovincello di nome Tonio, il malcapitato fu immediatamente catturato e appeso con un filo alle tessa del Maldestro burattino. Altri e variopinti giovinastri furono caduti tra i guanti blu del Manicalco Maldestro, ma la maggior parte si credettero dispersi nei meandri disgraziati della foresta di castagne. Un giorno il burattino, errando nella sua tremenda ricerca di omaccini, cominciò a trovare le molliche di pane lasciate da quella strana coppietta di Ansel e Gretel. La cosa fiabescamente sconvolgente fu sorprendere colui che sgraffignò, a suo tempo, quello a dir poco stupito sistema di navigazione. Il rapinatore di rotte non era altro che il Borrkia, il guardiano del sentiero. Il maldestro burattino non ci pensò due volte, attaccò il panciuto alle corde e lo tesse come una marionetta infilzata con un ago. Più avanti un barbuto omone nero, Frencho, stava seduto sulla sponda di un gioioso ruscello di montagna. Non si stava scontrando in due dimensioni d'acqua, non stava raccontandosi a se stesso, ne stava sollazzando le fila delle sue menti..sembrava come non prendere esistenza. davanti a se stava un osso curvo e appuntito. Il maldestro burattino per un attimo rimase attonito e sensibilmente scioccato. Doveva averlo, e s'impossesso anche di questo strambo personaggio. Il Maniscalco Mal