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Artist
Avevo sei anni quando ho iniziato a studiare pianoforte, fondamentale, in tal senso, la spinta di mia madre che aveva ravvisato subito in me una naturale predisposizione all’arte, alla poesia, alla musica. Determinante, anche in seguito, il suo sprone e sostegno. Adolescente, grande è stata l’influenza nel mio percorso artistico di Claudio Baglioni, legato, com’è noto ad Agordo, mio paese natale; al tempo ebbi la fortuna di confrontarmi con lui in merito a questa comune passione e ne nacque un’amicizia di cui ancor oggi mi onora. Proprio in quelle sere d’estate adolescente nasce l’urgere di scrivere, fare musica, cantare. L’aver conosciuto il pianista di Claudio Baglioni, Walter Savelli, l’aver potuto lavorare nel suo studio (Studio Armonia – Firenze) mi permise, poi, di comprendere come dare forma compiuta e senso al mio sentire, focalizzando quale potesse essere la mia cifra espressiva. Nel 1996 le mie prime demo arrivano a “L’Italia Racconta” di Rai Due, divento ospite per cinque puntate al concorso musicale di Paolo Limiti, arrivando tra i finalisti con “Favola Indiana”. Proprio in quest’occasione conosco Gabriele Comeglio, sassofonista, orchestrale Rai, arrangiatore e direttore d’orchestra. Ne nasce un feeling artistico che porta Gabriele a produrre due miei album, “Sogni d’Occidente” e “L’Ultima Gioventù”, realizzati con l’importante contributo di Walter Savelli. Gli anni successivi mi vedono con Gabrilele e la sua Live Big Band Jazz Orchestra, uscire dai miei sch